Arrivo davanti al solito locale con una voglia di birra improcrastinabile.
Entro dentro, è presto: poca gente, mi siedo al tavolino e subito si avvicina la ragazza «Svorite? (Cosa prendi?)» «Pivo velika! (Birra, grande!)»
Sparisce e riappare dopo un paio di minuti (il locale è praticamente vuoto, dicevo) con una pinta di birra e lo scontrino, ma non riesco a leggere quei tagliandini strani in cirillico, quindi le chiedo direttamente quanto fa, lei risponde in un inglese troppo simile al mio «Cento e settanta!»
Tiro fuori un biglietto da 200 dinari e glielo do, lei mi da i 30 di resto e se ne va.
Sorseggio la fresca bionda, quando vedo apparire una persona che conosco: il tecnico di una delle innumerevoli imprese che lavorano qua, che mi si avvicina e mi saluta, invitandomi al suo tavolo, assieme a un suo collega.
Chiacchieriamo insieme, di quel poco che riusciamo causa le difficoltà linguistiche, ma la serata scorre piacevole tra commenti, risate e birre, e ben presto ci troviamo circondati dalla folla degli avventori, mentre il complesso inizia a suonare.
Musiche piacevoli e ritmate, trascinanti, al punto che molti cominciano a ballare, nello spazio angusto, dimenandosi e strusciandosi contro gli altri, anche contro di me.
Sento il culo di una ragazza dietro a me che continua a disegnare spirali contro il mio corpo, mentre anch'io mi faccio trascinare dalla musica e comincio a seguire il ritmo, ritrovandomi a strofinare il mio culo contro quello della ragazza di prima, che non accenna minimamente ad allontanarsi... per fortuna...
Si volta quindi verso di me, agitandosi verso l'orchestrina, e stavolta sono le sue tette che disegnano ghirigori sulla mia schiena, mentre l'alcool fa il suo effetto nella testa di lei, e infatti ogni tanto sento le sue mani che si appoggiano sulle mie spalle mentre lei si ferma un istante a recuperare fiato ed equilibrio.La curiosità mi spinge quindi a voltarmi per vederla in viso e cominciare a chiacchierare con lei: è facile iniziare a chiacchierare con le ragazze serbe, sono molto espansive e amichevoli, il difficile è proseguire, dato che ci sono sempre complicazioni linguistiche sovente insormontabili.
Mi volto, la vedo e... resto bloccato: non è possibile! E' lei! No, è la sua copia esatta, alta come lei (e questo l'avevo già capito), ma anche con il suo stesso viso, il suo stesso sguardo, solo i capelli sono più lunghi e scuri, ma per il resto potrebbe essere la sorella gemella!
Lei mi guarda, mi sorride per incoraggiarmi a parlarle, e persino il sorriso è lo stesso: le stesse labbra, le stesse fossette sulle gote, non posso crederci!
Le dico solo «Ciao!» e lei mi risponde con un altro «Ciao!» (è un saluto universale anche qua in Serbia, ormai) aggiungendo qualcosa in inglese (avrà capito al volo che sono italiano), a quel punto mi accorgo che persino la voce è la stessa: calda, dolce, suadente, con quel tono che si abbassa leggermente mentre parla, deliziosa...
Saranno le troppe birre o cosa, ma mi ritrovo a parlare con lei senza problemi, alternando parole inglesi e italiane, mentre anche lei mi risponde con alternanze di parole serbe e inglesi, scommetto che nessuno dei due ha capito niente di quello che ha detto l'altro.
Ci sediamo su un divanetto e mi avvicino per dirle qualcosa, lei si sporge verso di me accostando l'orecchio alle mie labbra (è il solo modo di riuscire a parlarsi in quel locale) e io vengo travolto dal suo profumo delicato e irresistibile, al punto che invece di dirle qualcosa, le do un bacio sulla guancia. Lei si volta verso di me, mi guarda un istante poi si mette a ridere e mi indica le sue labbra dicendomi «Here! Kiss me here!» e io non mi faccio certo pregare per accettare l'invito, mentre nella mia mente intorpidita dalle troppe birre si forma il ricordo che anche lei, la prima volta che ci siamo visti, mi ha baciato alla francese... tutto questo mentre sento la sua lingua giocare con la mia.
Avvicino la mano al suo seno, ma lei mi ferma e si stacca da me dicendomi «Njet!» mentre io, che ormai ero ingrifato, mi blocco controvoglia e mi volto un po' imbronciato a prendere il bicchiere di birra.
Sorride, mi prende il bicchiere dalle mani e ne beve un discreto sorso, poi mi porge il bicchiere voltandolo in modo che io beva direttamente dove ha posato le sue labbra, e mi guarda sorridendo per vedere la mia reazione, soddisfatta del risultato mentre assaporo un sorso di birra "al bacio". Subito dopo posa il bicchiere sul tavolino e si avvicina nuovamente a me, guardandomi con quegli occhi straordinariamente familiari, porgendomi nuovamente le sue labbra e riprendendo a giocare con la mia lingua.
Stavolta sono le sue mani che sento scorrere sul mio corpo, sotto la maglietta, le sue dita che giocano con i miei peli e con i miei capezzoli, rivelando una straordinaria esperienza.
In quest'occasione non si tira indietro quando le mie mani si posano sulla sua camicetta e le dita seguono il contorno dei suoi seni, e non si tira indietro nemmeno quando la mano si infila sotto la camicetta, e le dita sfiorano le sue tette seguendo il contorno del suo reggiseno, non si tira indietro nemmeno quando si rende conto che ho scoperto che usa un reggiseno imbottito, ma tanto è normale: le ragazze serbe hanno praticamente tutte il seno piccolo, ma non per questo sono meno affascinanti, anzi...
Si avvinghia a me e si rende conto che sono eccitatissimo, com'è ovvio, sento quindi le sue dita scorrere sui miei pantaloni, seguendo il contorno della mia eccitazione, e naturalmente che questo movimento non fa altro che aumentare la stessa.
Si stacca dalle mie labbra e mi guarda sorridendo, mentre le sue dita esperte aprono la cerniera dei miei jeans e si infilano dentro, posandosi sui miei boxer, cercando abilmente una strada per entrare e insinuandosi quindi dentro, carezzando con ardore il mio cazzo ormai durissimo, avvolgendolo con le dita della mano, mentre il pollice sfiora delicatamente il glande sensibilissimo, raccogliendo gli umori che ne stanno uscendo, umori che si sparge sulle dita un attimo prima di infilarsele in bocca e succhiarle avidamente, continuando a guardarmi con un sorriso estremamente eccitante.
Un istante dopo, avvicina le stesse dita alle mie labbra, e anch'io le infilo in bocca succhiandole come ha appena fatto lei, facendola ridere, ma un istante dopo le prendo la mano e comincio a baciarle le dita, dita che le separo delicatamente, poggiando la punta della lingua nel sensibilissimo tratto di pelle che le unisce, e non c'è bisogno di capire le lingue straniere per comprendere cosa significa quel gesto.
Il suo sguardo si illumina, mi sussurra qualcosa all'orecchio e ci alziamo, uscendo dal locale.
Saliamo sulla sua macchina e lei mi conduce fino a casa sua, dove mi fa entrare in una stanza piccola ma graziosa, apre la porta della stanza da letto e mi fa entrare seguendomi immediatamente, poi mi supera e si dirige verso il letto per levare il copriletto, ma io la raggiungo e le cingo la vita da dietro, stringendola a me. Lei si abbandona al mio abbraccio e, un istante dopo, le mie mani iniziano a farle un delicato massaggio che dal ventre si estende in entrambe le direzioni: verso l'alto e verso il basso.
Sussurra un «Njet!» ma è evidente che voleva dire «Da!» e così le mie mani continuano, le dita scivolano sul suo reggiseno premendo e palpando le tette, le dita dell'altra mano si insinuano sotto la sua gonna, nei suoi slip, carezzandola e massaggiandola delicatamente, il suo fiore si apre e si prepara per essere colto. Le dita si insinuano dentro di lei, a cogliere la sua rugiada, mentre dalla sua gola escono gemiti e sospiri che rendono il tutto ancor più eccitante.
Le sue mani si posano sulle mie cercando di fermarmi, ma fanno confusione e si ritrovano a guidare i miei movimenti, insistendo sui punti dove la sua eccitazione è maggiore.
Alla fine, inizia a tremare come se ci fosse un terremoto, la sua voce inizia a gemere e a urlare, mentre sento che le mie mani si bagnano della sua rugiada.
Dopo alcuni istanti si volta verso di me guardandomi con quegli occhi verdi da gattina, con un sorriso meraviglioso e una luce quasi irreale, si spoglia e si siede sul letto.
Non avevo ancora visto il suo corpo nudo, anche se l'avevo esplorato in ogni dettaglio, e la vista incrementa la mia eccitazione, in modo troppo evidente. Lei sorride e mi leva i pantaloni, quindi mi abbassa i boxer e mi carezza lungo tutta la dimensione del mio cazzo, un istante prima di baciarmelo, mentre la sua lingua mi stuzzica il glande, ma non va avanti: non vuole farmi un pompino, vuole scopare!
Si sdraia sul letto, allargando le gambe, mentre io mi avvicino e mi sistemo accanto a lei.Le mie dita stanno già scivolando dentro di lei e stanno già stuzzicandole il clitoride, quando lei, tra un gemito e l'altro, mi sussurra «Condom, please!» Estraggo dalla tasca dei jeans il preservativo, lo apro e lo indosso, mentre lei, ormai eccitatissima, continua a toccarsi da sola.
E' ormai pronta per me, e io sono pronto per lei.
Levo le dita e avvicino il cazzo alla sua vagina, lo faccio scorrere un pochino avanti e indietro lungo l'apertura della sua vulva, poi inizio a spingerlo dentro di lei, che apparentemente è un pochino più stretta del previsto, visto come ansima mentre entro in lei. Ma alla fine sono dentro, mi guarda sorridendo, mentre comincio a baciarla ovunque.
Mi piacerebbe stare così per un poco, ma non posso: i muscoli della sua vagina iper eccitata si sono già messi in moto, hanno stretto il mio membro e li sento pulsare in un movimento longitudinale, che mi obbliga a seguirne il ritmo, fuori e dentro, fuori e dentro, dapprima lentamente e poi sempre più velocemente, mentre lei ricomincia a gridare in preda all'ennesimo orgasmo, io continuo a muovermi dentro di lei, inarrestabile, lei ricomincia a gemere ancora una volta.
Solo che stavolta non so se riuscirò a resistere finchè lei non avrà un nuovo orgasmo, quindi cerco di accelerarglielo, stimolandola con le dita sul clitoride e stuzzicandole anche l'ano con l'altra mano, spingendola sull'orlo dell'abisso, continuando i miei movimenti dentro e fuori, senza mai uscire, finchè non lancia un nuovo urlo e si abbandona al piacere, un istante infinitesimo prima che anch'io esploda dentro di lei, liberando il mio seme dentro il serbatoio del preservativo, dentro di lei.
Riapro gli occhi guardandola, lei sorride e le brillano gli occhi, io lentamente esco da dentro di lei, assicurandomi di tirar fuori anche il preservativo, e lei mi afferra, sfila il preservativo e poi si china a baciarmi, a baciarmelo, con una passione travolgente, un istante prima che anch'io cominci a baciarla ovunque, in qualsiasi angolo del suo corpo, tranne che dove mi piacerebbe baciarla, visto che me lo impedisce mettendosi una mano davanti, mi dice qualcosa che non capisco, ma credo di averle fatto avere troppi orgasmi per una notte.
Appoggio quindi la testa sul suo seno, poggio un bacio sul suo cuore e mi appisolo su quel morbido e profumato cuscino, per quelle pochissime ore che mi separano dal mattino, quando dovrò tornare al lavoro, anche se è domenica...
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