lunedì 21 aprile 2014

Quasi come un film 2...

E infatti ogni tanto capitavano anche le occasioni normali!

Avevo concluso il mio weekend italico, stavolta un poco più lungo del previsto in quanto avevo degli impegni in patria che non potevo rinviare (non senza trasformarli in un impegno di maggior durata e senza possibilità di uscire... visto che io non ho l'impunità politico-diplomatica e nemmeno l'età per non finire in carcere o essere spedito ai servizi sociali, ma questa è comunque un'altra storia che non c'entra nulla!)
Era mercoledi pomeriggio, esco dall'aeroporto di Belgrado e trovo il nostro taxista ufficiale che mi aspetta, scanso quindi la folla degli astanti che si offrivano di accompagnarmi a prezzi modici e mi avvicino a lui, saluti e usciamo, carico il borsone nella sua auto mentre lui paga il posteggio, poi andiamo, immergendoci nell'autostrada balcanica trafficatissima, con il solito contorno di brusche frenate, deviazioni improvvise, rischi di tamponamenti con autobus e mezzi militari, urla e miracoli tecnologici di quella vecchia auto che teneva la strada da sola, anche in curva, mentre il conducente rispondeva al telefonino con una mano e mandava sms con l'altro telefonino con l'altra mano... Tutto normale, insomma, quindi stanco dalla levataccia mattutina poggiai la testa sul poggiatesta e mi appisolai, come mi capita quasi sempre...

Usciti dall'autostrada, mi risvegliai con l'aria fredda del finestrino aperto per pagare il pedaggio, e controllai l'ora per assicurarmi del tempo trascorso: aveva fatto relativamente in fretta a superare questi primi 130 km fino a Batocina, ora restavano i 25 km di strada semi-disastrata per arrivare a Kragujevac, dove purtroppo causa lavori perenni e presenza costante della polizia locale, non poteva certo fare manovre azzardate come suo stile, ma in ogni caso era un tragitto troppo breve per addormentarsi quindi mi dedicai ad ammirare il panorama ben noto.

Entrati in città, mi chiese dove volevo andare, siccome GrandeCapo, a qualsiasi ora arrivi, si/ci fa portare in ufficio, ma io non sono GrandeCapo e non ho voglia di fare a piedi l'ultimo tratto, specie con il borsone pieno, quindi gli dissi di andare a casa (in fondo, ormai i serbi erano in procinto di andar via, quindi che andavo a fare in ufficio?)
Lui girò per andare verso casa, arrivai, pagai, mi diede la ricevuta e ci salutammo, poi salii col borsone mentre lui andava a fare qualche altro giro, e giunsi al mio alloggio, dove feci per infilare la chiave nella serratura, quando la porta si aprì da sola e apparve lei: la signora che ci fa le pulizie, e che mi aveva effettivamente tenuto per ultimo l'alloggio.
Mi guardò sorridendo allegra, con un sonoro "Ciao!" al che risposi con un altro "Ciao!" (tanto non serve dirle altro: non parla italiano e dice solo 4 parole in inglese, e io conosco solo 4 parole in serbo: non c'è comunicazione!)
Si spostò per lasciarmi entrare, io entrai e andai a posare il borsone, ma mi resi conto che lei aveva chiuso la porta e mi stava venendo dietro, mi voltai e la vidi che si era levata il cappotto e rideva felice.
La guardai confuso e chiesi "Kako je?" (che c'è?)
Lei sorrise, mi si avvicinò e mi abbracciò, mi diede i soliti 3 bacetti serbi (boh, evidentemente era contenta di vedermi e voleva salutarmi) e poi disse qualcosa che non capii, la guardai confuso "What?"
Lei capì che non avevo capito (non che ci volesse un genio a capirlo) e decise di seguire i consigli di Schwartzenegger "Basta parlare: è tempo di agire!" e mi spinse sul divano (a costo di farmelo rompere!)
Un attimo dopo, era addosso a me, mi stava baciando e nel frattempo mi stava levando i pantaloni...
In pochi istanti mi spogliò e cominciò a toccarmi e carezzarmi molto poco delicatamente, per poi gettarsi con avidità sopra e ingoiarmi... e mentre sentivo la sua vorace passione, la vidi che si stava spogliando, gettando la roba a terra (meno male che aveva pulito) e, dopo pochi istanti, assicuratasi di avermi fatto crescere bene e di essersi lubrificata abbastanza, si mise sopra di me, dirigendo con la mano la penetrazione.
I suoi movimenti erano piuttosto bruschi e rapidi, non c'era nessuna passione e nessun sentimento, una scopata anche piuttosto dolorosa... io mi sforzavo di sbrigarmi a venire, visto che non sopportavo più questa situazione, ero troppo stanco... ma lui non voleva venire, non dentro di lei... e lei continuava a muoversi, sempre più rapida, sempre più veloce... sempre più triste e dolorosa...
Alla fine venni... finalmente...
Lei sorrise soddisfatta, raccolse i vestiti e si rivestì, per poi sparire!
Io restai lì, senza forze, lo sguardo fisso nel vuoto, il freddo che mi gelava le ossa... non riuscivo a far niente... alla fine mi addormentai sul divano...
L'indomani mattina andai in ufficio, ma avevo i sintomi di un'influenza, e mi dissero di tornare a casa, ma non potevo: a casa c'era lei in quel momento!
Attesi, cercando di lavorare... dopo che era finito il suo orario, uscii e camminai lentamente... giunsi all'angolo prima ed entrai nel negozietto per comprarmi un paio di lattine di birra, aspettai quindi nascosto nell'ombra dell'angolo e la vidi che si allontanava verso casa sua, quindi attraversai ed entrai nel portone...

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La birra mi fa male!

E' l'unica bionda che non mi tradirà mai, ma talvolta qualche scherzo me lo gioca anche lei!

E stavolta lo scherzo era stato terribile!

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