lunedì 22 ottobre 2012

Presa per la gola...

E ovviamente, appena tornato a casa, la chiamai!
"Halo?" "Hi, PL, I'm MK!" "Oh! Hi MK!"
Dopo i convenevoli, che tralascio, procedo col chiederle se le va di cenare insieme, lei evidentemente non aspettava altro e accetta subito, ma mi spiazza con un "Not restaurant! Come in my home!" "Ehr... ok, but... where is your home?"
Lei mi da il suo indirizzo, ma è molto difficile per me capire un nome serbo, da cercare su strade con insegne scritte in cirillico, così le chiedo un punto di riferimento, e lei mi dice che abita vicino a un certo ristorante che conosco.
Prendo la macchina, raggiungo il ristorante e la richiamo, chiedendole di guidarmi, finchè arrivo davanti al palazzo dove la vedo davanti al portone che mi aspetta. Parcheggio, scendo e la raggiungo, lei sorride dandomi la mano e i soliti tre bacetti serbi, poi mi fa entrare in casa sua, chiude il portone e mi precede fino al primo piano, dove entriamo nel suo appartamento, chiude la porta e mi dice "Ok! I'm live here!"
Io mi guardo intorno, e mi accorgo che l'appartamento, per quanto non grande è arredato con cura ed eleganza, molto bello, e glielo dico "It's very nice!" e lei sorride "Yes? Thanks!"
Nel frattempo vedo una foto di lei con una ragazza, e le chiedo "Who is she?"
In lei appare un sorriso radioso mentre risponde "She is my daughter!" io invece inizio a preoccuparmi delle possibili complicazioni, ma lei sembra leggermi nel pensiero "Don't worry! I'm divorced! Tonight she stay with her father!"
Mi porta quindi in cucina, dove vedo che è pronta a fare gli spaghetti alla serba, e le chiedo spiegazioni, lei sorride imbarazzata "I'm vegetarian, I don't eat meat and you are italian, I want prepare spaghetti, but I'm unable!"
Faccio una risatina, poi le dico "Ok, I think to the spaghetti! Get away this!" le ordino indicando il sugo tipico dei serbi per la pasta, che nel resto del mondo tutti conoscono come ketchup (orrore e raccapriccio ogni volta che penso alla prima, e unica, volta in cui ho mangiato pasta al sugo in un ristorante serbo!) e le chiedo se ha del "belo luk" (aglio) e della "paprika" (peperoncino), lei apre un armadietto e mi mostra la scorta, quindi prendo i due ingredienti fondamentali, oltre a una bottiglia di olio, e preparo una spaghettata aglio-olio-peperoncino per due.
Lei mi sta vicinissima, per imparare ovviamente, ma il continuo contatto mi rende difficile procedere col lavoro culinario, così approfitto della bollitura dell'acqua per allungare la mano verso un qualcosa, e abbracciarla, lei mi guarda sorridendo, mentre io mi avvicino al suo viso, alle sue labbra, labbra che si schiudono mentre i suoi occhi si chiudono e il viso si protende verso di me, un istante prima di baciarci.
Il bacio viene quindi interrotto dal rumore dell'acqua che bolle nella pentola, lei si volta e prende la pasta, e fa per spezzarla, ma io la fermo "No!" le prendo le mani con gli spaghetti e glieli faccio mettere nella pentola, poi le insegno a farli immergere nell'acqua calda, e le dico "We have 10 minutes!" lei mi guarda "Ok! What you want do?"
L'abbraccio e ricomincio a baciarla, mentre le mani scivolano sul suo corpo, e inizio a spogliarla, levandole la camicia e sfilandole il reggiseno, per dedicarmi a baciare le sue tette, succhiandole come un lattante affamato, cosa che evidentemente le fa molto piacere, ma ovviamente vuole di più, e i miei baci scendono verso l'ombelico e ancora più giù, mentre le dita le sbottonano la gonna, che lei lascia cadere, restando in mutandine davanti a me.
Io la carezzo, le carezzo le chiappe sfiorandole l'ano con insistenza, e intanto l'altra mano scivola sulla sua vulva, solleticandola attraverso le mutandine, mentre lei ansima e comincia ad aprirsi come un delicato fiore, al ritmo delle mie carezze intime.
Credo di essermi ormai specializzato: le carezze sono tali che ben presto lei comincia a tremare e mugolare, sempre più forte, finchè la sento bagnarsi e i suoi gemiti rivelano che è in preda a un orgasmo. Le sfilo quindi le mutandine, ormai inzuppate della sua rugiada, e riprendo a carezzarla, mentre lei mi bacia e sento le sue mani infilarsi dentro i miei pantaloni "Give me it! I need it!"
"Not now! After!" "No! Now! I need it now!"
"Now it's time to eat!" "Yes, I want it! I eat and drink it!"
"Spaghetti are better, to eat!" lei mi guarda confusa "PL, spaghetti are ready!"
Lei scoppia a ridere e ci sediamo a tavola, mangiando gli spaghetti, seduti affiancati, mentre lei procede a restituirmi il favore di prima, con una mano infilata dentro i miei pantaloni, rendendomi alquanto difficile concentrarmi per assaporare gli spaghetti.
Finiti gli spaghetti, mentre mi dedico con cura a ripulirle le labbra da ogni traccia di condimento, le sue mani valutano le tempistiche necessarie per l'inizio del secondo tempo della partita, ma io le sussurro all'orecchio "PL, it's better to go on the bed, or not?"
Lei annuisce, si alza e, tenendomi stretto come un cagnolino al guinzaglio, mi trascina verso la sua camera da letto, dove mi spoglia totalmente nudo per poi farmi sdraiare, sdraiarsi accanto a me e...

TO BE CONTINUED!

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