domenica 18 novembre 2012

Presa per la gola 2...

Come dicevo, lei annuisce, si alza e, tenendomi stretto come un cagnolino al guinzaglio, mi trascina verso la sua camera da letto, dove mi spoglia totalmente nudo per poi farmi sdraiare, sdraiarsi accanto a me e poggiare le sue gambe accanto al mio volto, in modo da permettermi di sfilarle le mutandine, cosa che faccio immediatamente, lasciandola completamente nuda, come me, mentre la carezzo delicatamente.
Lei sorride al mio tocco, poi allarga bene le gambe e mi dice "Kiss me!"
Come posso dire di no? Procedo quindi a baciarla, e a leccarla mentre lei ricomincia ancora una volta a eccitarsi, e la porto a raggiungere alcune punte di piacere molto intenso, almeno a giudicare dalla sua espressione e dai gemiti rochi e quasi urlati che le uscivano dalla gola con ritmi sempre più intensi.
Poco dopo, mentre continuo a carezzarla e baciarla, sto armeggiando contemporaneamente con il preservativo, e infine sono pronto per entrare in lei, e lei è pronta per accogliermi, così mi avvicino alla porta del paradiso ed entro in lei, mentre la bacio tra bocca e collo (ho scoperto che le piace essere baciata sul collo, e in fondo piace anche a me poggiare la bocca sul collo delle belle donne, che vampiro sarei altrimenti?).
Un urlo trattenuto mentre entro in lei, il respiro si fa affannoso mentre seguo il ritmo che i suoi muscoli mi stanno imponendo, e i suoi gemiti crescono di frequenza e intensità, finchè sento un rumore nella stanza accanto, la porta si apre e... appare una ragazzina che entra in camera dicendo qualcosa in serbo, e si blocca vedendoci, per poi scappare via piangendo!
Lei mi guarda spaventata "My God! She is my daughter!" io la guardo confuso "But she don't stay with her father, tonight?"
Lei nemmeno mi risponde, si alza, indossa un accappatoio e corre nella stanza della figlia.
Io non ho idea di cosa fare, so solo che ho già fatto troppi danni e che in certe situazioni si rischia che qualsiasi azione possa dare origine a una catastrofe, così mi rivesto e vado via.
Il giorno dopo, al lavoro, la incontro da sola e mi avvicino "PL? I'm sorry, but..." "No, don't worry! It's ok! I'm sorry, but my daughter has discuted with her father and she come back in house!"
"Yes, it's ok! But I think was terrible for her to see us..." "Don't worry! This is my problem! But it's ok: after discussion, I have prepared her spagheti like your recept, and she like!" aggiunge con un sorriso.
Da allora, ovviamente, ci siamo visti solo per motivi lavorativi, ma ogni tanto mi dice che una spaghettata notturna insieme la faremo ancora, prima che io vada via dalla Serbia.

2 commenti:

  1. Devo ricontrollare tutta la programmazione: questo post doveva uscire la settimana dopo il precedente.

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  2. Ma va? Chi l'avrebbe detto? LOL :-)

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