mercoledì 6 febbraio 2013

La notte è piccola...

Era stata la solita giornata di merda, di quelle che rimpiango che la dotazione dell'ufficio non preveda anche un kalashnikov, e immagino che molti lettori capiscano cosa intendo dire, anche se lavorano in campi differenti.
Quando le giornate sono così devastanti, solitamente rientro a casa, mi faccio una doccia, cambio il mio abbigliamento con qualcosa di decente, ed esco senza nemmeno pensare alla pappa, andando direttamente al mio solito pub, dove spero di dimenticare tutto quello che è successo, mescolando birra e musica assordante.
Ormai sono conosciuto, anche se non ci vado così sovente come il mio collega, e quando arrivo mi accomodo al tavolino nell'angolo più lontano e più buio, visto che ho già capito che dentro ci sono molte persone che non intendo vedere.
La ragazza mi si avvicina per prendere l'ordinazione, come al solito, e come al solito le dico "Pivo velika!" (birra grande) anche se non ce ne sarebbe nemmeno bisogno: ormai sa benissimo che cosa bevo. Lei sorride, annuisce e si allontana verso il bancone, per poi ricomparire con una pinta della bionda bevanda, che appoggia sul tavolino assieme al fatidico bigliettino, io le do un biglietto da 200 dinari e lei tira fuori un mazzetto di banconote per darmi il resto, ma io le faccio cenno di lasciar stare e tenersi la mancia. Lei sorride, mi si avvicina come per dirmi qualcosa e, convinto di ciò, io porgo l'orecchio, ma lei mi piazza invece un bacio sulla guancia e si allontana sorridendo, mentre io la guardo stupito.
Poco dopo, avendo quasi finito la birra, lei si avvicina di nuovo e mi chiede se ne voglio un'altra, io faccio cenno di si, lei sparisce e riappare dopo alcuni istanti con un'altra birra, io pago lasciandole un'altra mancia e ricevendo in cambio un altro bacetto, e procede così per diverso tempo, anche se non ho tenuto il conto delle birre (e delle mance) finché lei sorridendo si siede accanto a me.
E' estremamente complicato parlare con questa ragazza, che lo conosce ma usa pochissimi vocaboli in inglese, e non si sforza molto di assecondare l'interlocutore, ma le parole che usa con me sono relativamente comprensibili: mi chiede se sono italiano, le rispondo di si, mi fa capire che le piacerebbe fare un viaggio in Italia, che le sue amiche hanno visto molti posti bellissimi e che lei ha voglia di conoscere l'Italia... le racconto qualcosa in generale, lei mi chiede di dove sono e poi chiede com'è Torino, visto che non rientra nei percorsi turistici tipici serbi, che prevedono solitamente il percorso Belgrado-Malpensa-Milano-Verona-Venezia-Milano-Malpensa-Belgrado.
Le racconto com'è Torino, o almeno com'è per me che ci sono nato e vissuto, e il mio racconto ha un pizzico di nostalgia, ma stranamente lei sembra molto attenta e interessata, al punto che mi viene il dubbio che stia realmente capendo ciò che le dico...
Alla fine del racconto, si alza sorridendo, mi ringrazia e si allontana, per poi tornare con un'altra birra e, in inglese, dirmi "Questa te la offro io!" la ringrazio, e lei mi dice "Quando finisci questa birra, aspettami, che voglio parlarti!"
Dopo una mezz'oretta, mi si avvicina, si siede accanto a me, mi guarda sorridendo e prende il bicchiere di birra, dove ce n'era ancora qualche sorso, bevendone un sorso, poi ridendo mi porge il bicchiere dal lato dove ha bevuto e dice "Su, finiscila!"
Io bevo e finisco la birra, lei sorride e si alza, poi mi guarda "Andiamo?" io la guardo "Dove?"
"Ho finito il turno. Adesso voglio che continui a raccontarmi di questa città e di te: hai un modo molto bello di raccontare!" "Ok, ma dove andiamo? Fuori fa freddo..."
Lei sorride "Tu abiti qua vicino, vero? Vieni sempre a piedi..." "Si, sono a circa 400 metri..."
"C'è posto a casa tua, per raccontarmi di te? Per conoscerti meglio?" "Certo che c'è posto, andiamo..."
Arriviamo a casa, saliamo, apro la porta e lei entra, si guarda attorno con un sorriso e si dirige verso il divano, dove si siede senza aspettare che glielo dica, si leva il giubbotto e me lo porge, io lo appendo all'attaccapanni accanto al mio, mi siedo accanto a lei e le dico "Cosa vuoi sapere di preciso?"
Lei sorride, mi abbraccia, mi bacia e poggia una mano in mezzo alle mie gambe, soppesando il contenuto, poi sussurra "Voglio sapere tutto di te! Tutto tutto! E voglio conoscere questa Mole che dici essere il simbolo di Torino!"
La spoglio, mentre lei spoglia me, con una serie di continui baci su ogni parte del corpo che man mano viene scoperta, e mi accorgo che, per quanto abbia l'aspetto di una ragazzina, è in realtà una donna a tutti gli effetti, con una discreta dose di esperienza...
Le sue dita mi carezzano con la stessa intensità con la quale le mie carezzano lei, finché mi fa sdraiare sul divano e comincia a baciarmi e leccarmi... le sorrido e le faccio cenno che ho intenzione di ricambiare il favore, e lei non si fa affatto pregare: si mette immediatamente in posizione, sbattendomi la fica davanti al viso, mentre riprende a succhiare... e io inizio a leccare in un crescendo di intensità notevole, fino a quando lei inizia a gemere e leva la bocca dal mio attrezzo (anche perchè rischiava di perdere il controllo, e trasformarsi in una cannibale...)
Ben presto, scateno in lei un orgasmo incontenibile, completo di rochi gemiti, tremore e pure una dose di bevanda non propriamente al sapore di birra (strano: dopo un anno e mezzo, è la prima volta che questa ragazza mi fa bere qualcosa di diverso dalla birra)
Pochi istanti dopo, mentre lei pare riprendere fiato, anche se sta ancora ansimando, io sto armeggiando col preservativo, e quando finalmente riesco a indossarlo, ecco che ricomincio a toccarla, eccitandola nuovamente, fino a quando entro in lei e comincio a seguire il ritmo, cercando di fare in modo di farla godere parecchio, e infine riesco anche a scatenarle un altro orgasmo un istante prima che si scateni il mio...
Sono quindi lì che la sto baciando e carezzando, quando all'improvviso sento suonare la sveglia, e ci voltiamo entrambi a guardare... Occazzo! Va bene che lei ha finito il turno tardi, va bene che ho bevuto come un cammello, ma... possibile che siano già le 6.30???
Ebbene si, ci rivestiamo e lei esce rapida per prendere un taxi e tornare a casa, a dormire qualche ora in attesa di riprendere servizio la sera, mentre io mi preparo un caffè fortissimo, che devo tornare al lavoro e non ho chiuso occhio...

Nessun commento:

Posta un commento

Attenzione! I commenti saranno pubblicati immediatamente, ma saranno comunque soggetti lo stesso ad "accurato controllo ed eventuale pulizia"