lunedì 18 febbraio 2013

Rapporti di buon vicinato... 2

Ed effettivamente si è rifatta viva, anche se non la sera dopo ma quella dopo ancora.
Ero appena rientrato, chiudo la porta dopo aver salutato i colleghi che proseguono ai piani superiori, sento aprire e poi sbattere le loro porte, poso il giubbotto e mi dirigo verso il gabinetto, ma non faccio in tempo a raggiungerlo che sento suonare il campanello.
Immaginando che fosse un collega, apro direttamente con un "Cazzo vuoi? Manco mi lasci pisc... Ah, sorry, are you...?"
Lei era davanti alla porta, mi guardava con un'espressione strana, non avendo capito nulla del mio italiano, ma accenna un sorriso e "Can I came inside?" "Yes, of course" rispondo io, spostandomi e lasciandola entrare.
Lei entra, mi guarda bene e sogghigna "Wow! You are just ready for me!"
Io non capisco bene, ma chino lo sguardo e mi accorgo che avevo i pantaloni sbottonati, allora richiudo e rispondo "Ehm... no, sorry, I was going to bathroom..." "For a shower? Ok, I'm ready!"
"Ok... but before, I need to pissing!" "Ah, sorry... Go! Go, or you explode!" fa lei sorridendo, e io ovviamente seguo le indicazioni, e all'improvviso sento la sua presenza dietro di me, la sua mano scivola su di me carezzandomi voluttuosamente, e io sento che mi abbandono al piacere di quel contatto dolce e delicato al tempo stesso, senza pensare più a nulla, mentre un altro tipo di gonfiore si sostituisce a quello precedente.
La sua mano procede delicatamente, in un movimento alternato, senza fermarsi, e io la lascio fare, mentre lei da dietro mi bacia sul collo quasi come fosse una vampira (ok, siamo vicinissimi alla Transilvania, ma trovare tanti cacciatori nella stessa area è alquanto strano), e l'effetto è lo stesso: una sensazione di totale rilassamento e beatitudine, una ventata di piacere intenso e prolungato, la stessa sensazione che precede il fatidico morso di un vampiro, al punto che mi aspettavo quasi di sentire i suoi denti sulla mia arteria.
Invece, l'unica cosa che sento, è l'improvvisa irruenza del fiume in piena che straripa dentro di me, riversandosi nella tazza del gabinetto e, in parte, sulla sua mano.
Lei mi guarda un istante, poi inizia a leccarsi la mano, quindi comincia a spogliarsi, restando in mutandine e reggiseno, e mi dice "Come!" uscendo dalla stanza e dirigendosi verso il mio divano, dove si siede, allarga le gambe e aspetta.
Io arrivo, mi siedo accanto a lei e comincio ad accarezzarla e baciarla (tanto c'è tempo, per la ricarica), fino al momento in cui la spoglio completamente e inizio a baciarla e leccarla...
Era già bagnata, ma non era nulla rispetto a ciò che ha cominciato ben presto a sgorgare da lei sotto il tocco delle mie dita e della mia lingua.
Il tutto con un ricco contorno di gemiti rochi e strattoni ai miei pochi capelli, per tenermi la testa contro di lei, mentre tremava come se ci fosse un terremoto...
All'improvviso ha iniziato quasi a urlare, trattenendosi a stento e mordendosi le labbra quasi a sangue, mentre sentivo sgorgare la sua rugiada e pochi istanti dopo sembrava essere completamente senza fiato, ma alla fine ha iniziato a riprendersi, mentre sentiamo una macchina posteggiare rumorosamente nel cortile sotto la mia finestra...
Lei spalanca gli occhi ed esclama "Oh my god! It's the car of my husband!" si infila le mutandine e il reggiseno in tempo zero, raccoglie la sua roba e corre immediatamente a casa, mentre sentiamo i passi nella scala...

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