Era domenica pomeriggio, il lavoro giornaliero era concluso e, mentre uno dei colleghi era andato filato a Belgrado e l'altro era andato dritto in palestra a divertirsi, io mi ero diretto alla gelateria centrale, dove avevo preso una deliziosa coppa gelato (ok, forse deliziosa è una parola grossa, ma rispetto agli standard locali, quei gelati sono davvero buoni).
Mentre aspettavo che la cameriera mi portasse il gelato, sento muoversi la sedia accanto alla mia e vedo una figura sedersi. Non era un collega di sicuro, quindi ipotizzo uno dei serbi, o una delle amiche della Bionda, ma avrebbero prima chiamato e interpretato la manfrina del "Ciao, cosa fai qua?", come se ci fossero tanti altri posti dove andare.
Alzo gli occhi e vedo lei, che mi guarda con un sorriso piuttosto sfrontato, mentre mi chiede in serbo "Zdravo, kako si? [ciao, come stai?]" "Dobro, hvala, ti? [bene, grazie, e te?]" "Dobro, dobro... [bene, bene]"
Soddisfatta del fatto che abbia capito il serbo, si volta verso la cameriera apparsa magicamente dal nulla (senza però il mio gelato) e ordina una coppa come la mia anche lei. Il lato buono del fatto di avere una persona di madre lingua che ordina nel locale è che le due ordinazioni sono arrivate quasi immediatamente.
Mentre mangiamo il gelato, lei si mette a ridere e affonda rapida il suo cucchiaino nel mio gelato, rubandomene un po' e mangiandoselo soddisfatta.
Io rido a quel giochetto da bambina, e subito dopo lei mi rammenta che non è una bambina, visto che sento la sua mano sotto il tavolino, posarsi decisa sui miei pantaloni, lei avvicina le labbra e mi sussurra in un italiano perfetto "Andiamo! Ho fretta! Ti voglio!"
La guardo stupito "Tu parli italiano?" "Solo poco! We go to house?" "Yes, of course!"
Andiamo a casa, apro la porta e lei entra veloce, dirigendosi immediatamente verso la stanza da letto e sedendosi sul letto.
Le chiedo se vuole qualcosa da bere, e lei sogghigna "I need only you! Only your dick!" mi abbraccia attirandomi a sè, mi sbottona i pantaloni quasi a strapparmeli e mi tira fuori il pene, carezzandomi con ardore, un attimo prima di rammentarmi che adorava fare i pompini, infilandosi in bocca tutto l'attrezzo.
La sua abilità orale è senza dubbio notevole, e l'eccitazione fortissima, al punto che ben presto raggiungo l'apoteosi, mentre lei sorride soddisfatta, prima di coricarsi sul mio letto e trascinarmi su di lei, felice mentre le mie labbra si uniscono alle sue e la mia lingua corre a carezzare la sua, leccando e assaporando il forte sapore che le riempiva la bocca, mentre le mani di entrambi procedono nel complicato lavoro di svestimento, levando ogni indumento che copriva la sua pelle non molto abbronzata.
Il suo seno si rivela quindi ai miei occhi, attirando inevitabilmente le mie mani e le mie labbra, mani che stringono con ardore, labbra che baciano e succhiano con passione, mentre le sue mani mi carezzano la testa e lei sussurra che le ricordo il suo bambino, quando lo allattava.
Nel frattempo, le mani scivolano sui suoi pantaloni, sbottonandoli e sfilandoli, e carezzando quindi le mutandine, provocandole gemiti e mugolii, un attimo prima di sfilargliele, per accorgermi che era già completamente bagnata, mentre le mie dita si assicuravano sulla sua lubrificazione interna e la mia lingua assaporava il dolce nettare che sgorgava da lei.
Contatti rapidi, intensi e prolungati, un piacere inarrestabile e illimitato che la portava ben presto a gemere e tremare forte, mentre cedeva all'inevitabile orgasmo.
Non faceva in tempo a riprendere fiato, che le mie dita e le mie labbra ricominciavano a giocare con lei, con la sua vagina, col suo clitoride, e lei ricominciava ad ansimare e a gemere, implorandomi contemporaneamente di smetterla e di procedere...
Al terzo orgasmo che si impadronì di lei, mi accorsi che il mio amico era nuovamente pronto a entrare in azione, così, mentre lei ripigliava fiato ansimando come avesse l'asma, io procedevo a indossare un preservativo, e mentre lei mi guardava con occhi brillanti di desiderio e passione, le mie mani ricominciavano ancora una volta a carezzarla, lei chiudeva gli occhi, inarcava la schiena e si abbandonava a rochi gemiti di piacere, ma improvvisamente sorrise soddisfatta, mentre sentiva che stavolta non erano le dita quelle che stavano entrando in lei.
La dolce carezza dei suoi muscoli su di me avviò quindi il ritmo con il quale il suo corpo ancora non sazio cercava piacere da me.
Il ritmo diventò sempre più intenso, mentre in lei si scatenava un nuovo orgasmo, e un oscuro angolo della mia mente si trovò a sogghignare, pensando che io ero ancora a metà strada, e il mio movimento avviava le condizioni per scatenare in lei un ulteriore turbine di passione... Nei meandri oscuri del mio cervello, mi sentivo quasi come quei leggendari amatori della tradizione storica, mentre ripensavo a quanti orgasmi stavo provocando in questa donna, mentre un altro angolo si rendeva conto che era meglio smettere di fantasticare, visto che sentivo quel lieve formicolio interno che garantiva che l'esercito si era messo in marcia e ben presto sarebbe giunto a destinazione... se volevo salvare il nome degli amatori italici, dovevo scatenare in lei un nuovo orgasmo prima di erompere dentro di lei... così ricorsi a tutti i trucchi che conoscevo: baci sulle labbra, leccatine alle areole mentre succhiavo e mordicchiavo i capezzoli, carezze intense lungo il solco anale, dal coccige all'ano stesso, con lieve penetrazione delle dita, e continua stimolazione del clitoride, mentre rallentavo il ritmo interno.
Non so come, ma ce la feci: l'ennesimo orgasmo che si scatenò in lei precedette di pochissimi istanti il mio, al punto che ci trovammo entrambi senza fiato quasi nello stesso istante.
Lei mi guardò soddisfatta, mentre uscivo dal suo corpo, baciandola e carezzandola delicatamente dal pube verso le labbra, e mi osservò attentamente mentre sfilavo il preservativo, poi si alzò a sedere e cominciò a rivestirsi, sempre accompagnata dai miei baci e dalle mie carezze, infine si alzò un pochino barcollante, e uscì per tornare a casa.
Il giorno dopo non vidi nessuno, e seppi infine che era tornata in Svizzera con il marito.
Quando chiesi maggiori chiarimenti, mi dissero che costei pare fosse una ninfomane (allora esistono davvero? non sono solo una leggenda?), affamata particolarmente di maschi italiani, e che aveva una predilezione particolare per l'alloggio dove abitavo io. Per una volta, conclusi, mi trovavo nel posto giusto al momento giusto.
Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto... ...e siccome canto di certe situazioni piuttosto piccanti, sappiate che queste storie sono ad altissimo tasso alcolico, ma soprattutto ad altissimo tasso erotico, praticamente sono storie porno, quindi regolatevi voi!
mercoledì 1 maggio 2013
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... e bravo mk66!!!!
RispondiEliminanon ho fatto niente: sono vittima delle circostanze... ;)
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