lunedì 17 giugno 2013

Depravazione 2

E fu così che il martedì la raggiunsi, parcheggiando di fronte a casa sua, ma un pochino oltre (costei non mi ispirava molta sicurezza, avevo sempre il timore di trovare una decina di amici del suo compagno armati di coltelli ad attendermi, o peggio di trovarci ospite la Spagnola...)

Mi avvicinavo con una certa cautela al portone, ma lei doveva avermi visto in qualche modo, dato che apre la porta sorridendomi ed esclamando "Hi, MK, please come inside!" "Hi, Teacher. Ok, I come!"
Per fortuna aveva preparato una cenetta leggera, e il vino che avevo portato si adattava ottimamente alle portate, poi malgrado la sua insistenza contraria, le diedi comunque una mano per lavare i piatti, e alla fine lei mi fece sedere sul divano, sedendosi accanto a me "Sorry, I don't drink alcol, you know! I have some beer, if you want, or orange..." "Orange it's ok!"
Non avevo intenzione di bere birra: dovevo restare il più lucido possibile, per evitare problemi.
Lei prepara due bicchieri di aranciata, li poggia sopra un vassoio sul tavolino e poi si alza un istante, per prendere del ghiaccio, e io ne approfitto per girare il vassoio (ok, sono paranoico!)
Lei torna, mette il ghiaccio nei bicchieri, attende un attimo e beve un primo sorso, anch'io la imito, assaporando un'aranciata molto buona (ok, alla fine è sempre fanta, anche se il nome è scritto in cirillico)
Lei si avvicina quindi a me (è un poco miope) e mi guarda con occhi da cerbiatta, le sue labbra sono a pochissimi centimetri dalle mie, mentre mi sussurra "I need your help... I need you..." e chiude la frase con un bacio, predisposto anche dalla pronuncia dell'ultimo "you", mentre si stringe a me, e sento il suo seno premere contro di me, le sue mani che cercano di levarmi i jeans e le mie mani che carezzano il cavallo dei suoi jeans su tutta la lunghezza, prima di sfilarglieli.
Pochi secondi dopo, è impegnatissima a darmi una nuova dimostrazione della sua abilità oratoria, mentre io le mostro alcune tecniche digitali che entrambi i suoi canali di connessione paiono apprezzare.
Una volta che ha ottenuto quello che voleva per convincermi ad aiutarla, si rende quindi conto che anche la sua coinquilina al piano di sotto ha voglia di conoscermi, così stavolta non si può tirare indietro in nessun modo, e si sdraia sul divano, abbandonandosi al mio tocco e ai miei baci, senza fretta che tanto io dovevo aspettare la ricarica. Era convinta che non potesse succedere nulla, ma non si aspettava che le mie dita, le mie labbra e la mia lingua fossero così capaci... non aveva ancora capito che per me era una donna molto eccitante, e che avevo sognato quel momento per diverso tempo.
Non si sorprese affatto quando raggiunse il primo orgasmo, in fondo era calcolato nel suo piano, ma quando ricominciai a toccarla quasi subito restò sconcertata... non era previsto il secondo orgasmo, non era previsto che le piacesse così tanto la mia oratoria, specie dopo che aveva visto come me la cavavo maldestramente sia con l'inglese che con il serbo, eppure ben presto il suo clitoride e la sua vagina si arresero alla mia lingua e alle mie dita, e lei si ritrovò preda di un ulteriore orgasmo.
Peraltro, il mio desiderio di lei mai sopito, il suo corpo così eccitante, i suoi stessi orgasmi così eccitanti... io non riuscivo più a fermarmi... e lei, pervasa da un piacere incontrollato, non riusciva a bloccarmi...
Ansimava e quasi non riusciva a respirare, quando si accorse che stavo indossando il preservativo, dato che ero nuovamente carico, mi guardò quasi spaventata, ma non riusciva a dire nulla... le uniche parole che sussurrava erano "...boge...boge..." che non sapevo cosa significassero, ma il suo corpo mi diceva chiaramente di andare avanti, quindi ricominciai ancora una volta, mentre lei lanciava un gemito, quando sentì entrare dentro di sé qualcosa di diverso dalle solite dita...
Il suo viso era completamente disfatto, col poco fiato che aveva mi diceva di fare in fretta, che non resisteva più, ma non l'ho ascoltata, ho seguito il mio ritmo naturale, che non è affatto frettoloso, e lei infine si è abbandonata con una serie di urla, quando ha sentito l'ultimo di una lunga serie di sussulti che pervadeva tutto il suo corpo... un attimo prima che anch'io raggiungessi l'apice del piacere, e l'esercito irrompesse dentro di lei... fermato però da una barriera di lattice...
Quando mi alzai per andarmene, lei non smetteva di tremare, aveva il respiro affannato, parlava con una voce flebile, ma i suoi occhi splendevano come due stelle. Mi guardò e mi disse qualcosa, qualcosa che non capii bene, visto che era tutto in serbo, ma da quel giorno i suoi rapporti con me cambiarono moltissimo.

2 commenti:

  1. Siii, vabbè, può anche andare. Però potevi impegnarti un poco di più eh! Non posso darti più di un 7 stentato. Torna pure alla tua scrivania, però la prossima volta si pretende un impegno maggiore. :-p

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Effettivamente... non mi sono impegnato a fondo, e proprio all'esame con la professoressa... già tanto che non mi abbia bocciato... ok, la prossima volta mi impegnerò di più... ;-)

      Elimina

Attenzione! I commenti saranno pubblicati immediatamente, ma saranno comunque soggetti lo stesso ad "accurato controllo ed eventuale pulizia"