Quel profumo che emanava dal suo corpo, il contatto caldo con me, le dita intrecciate... era una cosa favolosa, eccitante in maniera stupenda.
Inoltre, un'altra cosa mi eccitava, forse a causa della mia mente perversa: lei era sposata, aveva dei bambini piccoli, non ho mai capito se 2 o 3, e un marito che la aspettavano a casa... eppure in quel momento era lì con me, le sue labbra erano fuse con le mie, le lingue si intrecciavano e giocavano tra loro, il suo corpo si stringeva a me, premendo, le sue tette premevano sul mio torace, il mio pene che si era risvegliato premeva contro di lei, e lei aveva allargato le gambe, in modo che la stimolazione avvenisse nel punto giusto... e poi, alla fine, eravamo dentro un'autorimessa privata nel sotterraneo di un palazzo sconosciuto, vicino al cortile che diventava sempre più bianco con la nevicata... neve che oltretutto stava cancellando qualsiasi rumore a parte il battito accelerato dei nostri cuori.
Apro lo sportello della macchina e lei entra, sedendosi al posto del passeggero, io mi siedo al posto di guida, mi volto verso di lei e cerco nuovamente le sue labbra, che lei si affretta a donarmi.
Durante la foga del bacio, abbasso il sedile fino a farla sdraiare, e mi affretto ad abbassare anche il mio.
Nel frattempo, mentre le mie mani abbassavano i sedili, le sue mani cercavano diligentemente di alzare qualcos'altro, e devo ammettere che ci riuscivano molto bene: le sue dita che scorrevano sui miei jeans ormai stavano esplorando i contorni di una decisa erezione, con evidente piacere per entrambi.
Pochi istanti dopo, anche le mie mani si spostano verso il cavallo dei suoi jeans, carezzandola con intensità e delicatezza, sentendo i suoi mugolii e i suoi gemiti scivolare tra i baci.
La sua eccitazione era evidente, anche se non ai livelli di come era evidente la mia.
Sentivo il suo corpo fremere contro la mia mano, la sentivo spingere e muoversi per poter premere il cavallo dei pantaloni contro le mie dita, e mi decisi finalmente a sfilarle quella stoffa che impediva un contatto migliore.
La sua vagina era ormai bagnatissima e sensibilissima, estremamente reattiva al semplice contatto delle mie dita, calda e carica di umori, un attraente richiamo per il mio amichetto, che le sue agili dita avevano già liberato da ogni vincolo di tessuto e stavano provvedendo a scaldare con delicati massaggi su tutta la lunghezza, per ripararlo dal freddo esterno.
E sempre per ripararlo dal freddo esterno, pochi istanti dopo, lei mi offrì di entrare nel caldo anfratto che non attendeva altro, e che mi avvolse deciso in un dolce abbraccio.
Scivolare dentro di lei, stringermi a lei e cominciare a muovermi al ritmo che mi dettava lei furono eventi inseparabili l'uno dall'altro, come parevano ormai inseparabili le nostre labbra.
I primi movimenti furono lenti, lentissimi, ma sentivo un continuo bisogno di accelerare, dettato forse da lei stessa, dalle contrazioni dei suoi muscoli, dal suo respiro... e seguii il ritmo, accelerando ogni volta che il suo corpo me lo richiedeva... e il mio corpo seguiva perfettamente le indicazioni, anche se pure il mio respiro cominciava a farsi troppo rapido e stentato, i miei muscoli fremevano come i suoi, anche se la mia percezione era falsata forse dalla situazione intrigante, dal pericolo di essere scoperti in ogni istante e dal clima esterno sempre più rigido...
I vetri della macchina erano appannati e non si vedeva nulla di fuori, anche se questo era comunque dovuto principalmente al fatto che le luci non funzionassero, però la differenza tra la temperatura interna ed esterna cominciava a farsi sentire, obbligando continuamente ad accelerare il ritmo.
Entrambi non riuscivamo nemmeno a parlare: io avevo ormai un respiro roco e affannato, lei gemeva e ansimava, e ogni tanto emetteva dei suoni che somigliavano a "boge... boge..."
Il suo corpo seguiva il ritmo alla perfezione, con movimenti degni di una ginnasta, e io continuavo a muovermi, accelerando... sentivo che lei era ormai prossima all'orgasmo, e sapevo che anch'io stavo ormai per venire, inoltre il ritmo stava diventando troppo rapido per entrambi: il suo respiro affannato e i suoi gemiti rochi erano quasi rantoli... e io non riuscivo a capire più niente ormai, come se stessi per morire...
Un attimo dopo lei lancia un urlo mentre il suo corpo trema come in preda a un terremoto interno...
Un attimo solo, e io crollo quasi svenuto su di lei, completamente senza fiato...
Un attimo... un interminabile attimo... mentre entrambi riprendevamo fiato, prima di decidermi a uscire da lei... e prima di rimetterci a posto in modo da poterla riaccompagnare a casa senza problemi.
Un lungo attimo di panico in cui entrambi ci siamo guardati sconcertati, mentre ci rendevamo conto che avevamo avuto troppa fretta... e che non mi aveva dato il tempo di indossare un preservativo...
Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto... ...e siccome canto di certe situazioni piuttosto piccanti, sappiate che queste storie sono ad altissimo tasso alcolico, ma soprattutto ad altissimo tasso erotico, praticamente sono storie porno, quindi regolatevi voi!
venerdì 14 febbraio 2014
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E ma che cavolo!! Daiii!! Bisogna SEMPRE avere l'impermeabile pronto. Vorrai mica privarti della collega perchè in maternita? eddaiiii. :-p
RispondiEliminaHai ragione da vendere!
EliminaIn effetti è stato veramente un casino, ma fortunatamente lei ha confermato che in quel periodo non avrebbe avuto problemi... (phew...)
...
fosse sempre così facile... invece certe volte i problemi insorgono... kzz!!!
Questo:devi usare QUESTO!!!
RispondiEliminahttp://tinyurl.com/o5f4gxc
Cribbiooo!!! :-p
Interessante... solo che ci va una laurea in ingegneria per capire come si usa... :P
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